laboratorio danza butoh

Prima lezione gratuita!!!
Ogni lunedì ore 21.15-23.15
ilteatrodellabeffa@gmail.com
3396347348
www.ilteatrodellabeffa.it

Butoh
La danza Butoh nasce in Giappone, all’indomani della disfatta della Seconda Guerra Mondiale, come un grido contro la disumanizzazione e la perdita di valori dovute all’apertura forzata alla Macchina occidentale. Questa rivolta, che in altri prende la via delle lettere o quella delle armi, della pittura o del cinema, si attua nel Butoh attraverso il corpo. Un corpo a rischio, il cui potere espressivo, reciso dai legami con quelle potenze che da sempre regnano sull’umano esistere, è fortemente minacciato.Elementi:
La Struttura
Zero Walking
Le Figure (il Fiore, l’Insetto, la Tigre, il Burattino, il Vecchio, la Dama Bianca,
il Guerriero…)
Lo Sguardo
L’Improvvisazione
Il RitoDescrizione del lavoro:
Ogni giornata sarà divisa in una prima parte dedicata al potenziamento, fisico ed energetico del corpo, attraverso i rudimenti di discipline quali lo Yoga ed il Tai Chi.
Ad essa seguirà uno studio tecnico di alcune “figure di repertorio” della danza Butoh ed esercizi finalizzati al costituirsi come Presenza in scena.
Infine, come ultima parte, si chiederà ai partecipanti di cimentarsi in improvvisazioni di gruppo, prima guidate poi “libere”.

CV:
Yuri Dini è regista, danzatore, attore e musico nelle compagnie Knocking Theatre (Glasgow) ed Il Teatro della Beffa (Bologna-Firenze). Ha studiato mimo alla scuola di Lecoq a Parigi, e Danza Butoh, in vari luoghi sparsi per l’Europa, con i maestri Atsushi Takenouchi, Masaki Iwana, Minako Seki, Tadashi Endo, Kan Katsura, Imre Thormann, Sayoko Onishi e Yumiko Yoshioka. La sua pratica si è poi arricchita, negli anni, dello studio di discipline quali lo Yoga, il Tai Chi ed il Kung Fu.

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eXcorial

Tragicomica operetta profonda e breve…

Questo spettacolo, liberamente tratto dall’opera di Michel de Ghelderode, costituisce l’ultimo sforzo della Compagnia. La trama che lo scrittore belga tesse in questo atto unico è semplice e potente: un re, fra le mura del suo palazzo, è ossessionato dal continuo latrare dei cani – a cui fan eco le campane – irrequieti per la morte che aleggia, tutto pervade e, in un paradossale immobilismo, sembra non volersene andare. La regina, grande figura che nella sua assenza muove l’intero dramma, si sta spegnendo. Lungi dall’idea di prostrarsi dinanzi all’imminente lutto, il re si dibatte, cinicamente, per trovare al fondo di tanta miserabile angoscia un risata viscerale che spazzi via ogni angustia. Invoca l’aiuto di Folial, il geniale buffone di corte, spirito fiammingo dall’umore nero e macabro, unico compagno possibile per un re con siffatti gusti…ma questi è triste, stanco, e l’impresa d’estorcergli una battuta, un motto di spirito, si rivela profondamente fallimentare. Profondamente, appunto, poiché nel vertiginoso contorcersi dell’azione, ricca…

di travestimenti, scambi di ruoli, parole e segreti indicibili, una nuova realtà va a fondare con toni cupi e deliranti la suddetta cornice.
Si svela il retroscena d’un re, incarnazione del potere, che l’Amore non si degnò mai di sfiorare; Incoronato, certo, ma costretto a violare ogni notte il corpo della femminilità regina che non può offrirgli che il suo muto disprezzo…mentre la sua intimità, incantevole fiore, schiude in una notte irrequieta all’ombrosa umanità del buffone.

Del Respiro che attraversa questa trama eXcorial ha tentato di farne un canto.
Salta l’immedesimazione nei personaggi per dar spazio al potere mantico di una Voce scarna, talvolta abissale o stridente, sempre in cerca del limite oltre il quale i contorni significanti del testo vengono meno. L’oscurità culla un’indefinibile figura che, come uno spettro, affiora lentamente dalla tessitura sonora consumandosi nelle imperfette Maschere del dramma, fino ad estinguersi in un’ultima e fragile danza. Nudità o Sacro Inganno?

Orchestrazione: Yuri Dini

Voce e Danza: Yuri Dini
Musiche: Alessio Berrè, Paul Henry e Yuri Dini
Consulenza, Scenotecnica e Luci: Andrea Acciai
Progetto co-prodotto da Il Teatro della Beffa, Theatrumundi, Bartleby e Teatro Aperto.

Arretos Kura

Performance Butoh…Questo spettacolo attinge direttamente alle fonti ed alle suggestioni inerenti ai Riti Iniziatici. Sembra che, al di là del mistero proprio ad ognuno di tali eventi, si possano riscontrare delle analogie strutturali e delle profonde affinità di senso.
Fra queste vi è il Distacco, imposto all’iniziando, dalla comunità d’origine, dal proprio nome, da ogni riferimento o conoscenza che fino a quel momento lo hanno accompagnato. A questa fase segue un incontro con le Potenze del Caos, della Morte al cui cospetto ogni certezza si disgrega. Il trapasso del vecchio sé, viene simbolizzato dallo smembramento nelle fauci di un Mostro primordiale o dalla dolorosa entrata nel Mondo degli Inferi. Nella profonda incertezza e precarietà di tali luoghi, s’impone all’iniziando un’Esperienza diretta, vis-à-vis, delle primigenie forze della Natura, incarnate in un’epifania dall’alto contenuto sacrale, concepita come una morte e risurrezione rituali. Il nuovo nome conferito all’iniziato inaugura la sua piena Presenza nel mondo, assicurata dal Contatto instaurato con le inesauribili sorgenti creatrici della vita.Dal…

profondo ventre della Notte
Iridescenti bocche di piccole creature dei boschi
Mostrano i loro sorrisi perlacei
Giocano come Farfalle dai dolci sguardi
Si leva una polvere magica a nutrire il taciturno Tronco
Si Anima
Trapassando in ogni respiro
abbandonato fra le braccia del Tempo
Che ora torna a donarsi attraverso il Sogno
Fanciulla Indicibile
Che spandi il tuo germogliar sorrisi senza riserve
Che apri le braccia al mondo e giri su te stessa
Nel fruscio dell’erba che accarezza ed attende alla tua danza
Schiudi le tue braccia leggere al Cielo
Non tardar pensiero…  vola!
Il tuo piede si riposa a Terra
Il tuo passo è maturo ormai.
Vibra nel tuo corpo una nuova fiamma
Scorre fra le tue membra trasformandosi
In odorosi venti di spezie, alcol, caldi aliti e carezze
Godi dell’impavido graffiar dei tronchi d’edera
Che lentamente t’avvolgono
La schiena s’inarca offrendo le nude carni del collo
All’Avidità crescente
L’impossibile frutto dei tuoi Amori
Troppo ingenuo e prezioso per questa Vita
Meravigliosamente effimero
Le brame di Ade erompono in un coro
Di sfiorir di petali
Che porpora cadono a tinger il tuo profondo LuttoTutt’intorno Deserto
Sopravanza da ogni lato con i suoi spettrali sospiri
Senza Nome
Trascinandoti con gli occhi sbarrati lungo le vie notturne
Mendicando una solitudine che si adagia
Sul manto di cenere che ormai ricopre la TerraNon una Parola
Né una carezza amica
Solo un vento gelido e tagliente
Strappa catatoniche lacrime che cadono come inermi scaglie di ghiaccio
Tutto si restringe in un groviglio compresso di immagini andate
Si bloccano nel petto
Fino a far male
Fino a non poterne sopportare gli esiti

Come rialzando la testa da incontenibili abissi
Tremula la vista scorge
L’approssimarsi di un’ancestrale Figura
I suoi occhi trapassano il tuo Dolore
Il suo incedere s’impadronisce delle tue membra
Senza neanche accorgertene le offri quel che ti resta
Abbandonandoti, irrevocabilmente…

La messa in scena e le immagini di Arretos Kura, ispirate agli Antichi Misteri greci, sono pensate per offrire allo spettatore, attraverso modalità e linguaggi contemporanei, un’esperienza profonda e partecipata della ricchezza e del significato insiti nelle narrazioni mitiche.Orchestrazione e Danze:
Yuri Dini

Coro:
Valérie-Anne Desmaret
Roberta Lombardo
Sara Magrin
Lara Tonolli

Musiche:
Alessio Berrè
Paul Henry

Consulenza, Artifizi e Luci:
Andrea Acciai

Costumi:
Roberta Lombardo
Laura Bellucci
Valérie-Anne Desmaret

Video Live:
Fulvio Rifuggio

Riprese Video:
Dario Sajeva
Caucaso Factory

Montaggio Video:
Dario Sajeva